I Blues Brothers nacquero alla fine degli anni '70
nel periodo del massimo declino della filosofia soul. John Belushi e
Dan Aykroyd alias Joliet Jake ed Elwood Blues, seppure non eccelsi musicisti,
ebbero il merito di fondare la mitica band che rilanciò l'immagine del soul in tutto il mondo.
John e Dan erano due attori appassionati di musica.
Si incontrarono per volere di John che per il suo film "AnimalHouse" voleva ad ogni costo Dan
nel frattempo impegnato in uno show per ragazzi.
Furono colpiti già dal primo incontro e pensarono che sarebbe stato bello
suonare insieme. Con loro c'era anche Howard Shore che sarebbe poi diventato
il direttore artistico del Saturday Night Live; fu lui a suggerire subito il
nome: "Blues Brothers". I primi pezzi che convinsero i due a
suonare il Blues furono "everything i need(almost)" e "shot gun blues"
John e Dan si tennero in contatto per un pò, architettando alla
perfezione il progetto che li avrebbe portati in poco tempo a sfondare.
Presero spunto da una copertina di un disco di John Lee Hooker dove indossava
occhiali da sole e cappello. Per il vestito si ispirarono alla divisa dei M.I.B.
i Man In Black, che ben si adattavano al periodo beat.
Suonarono per la prima volta al Lone Star con Duke Robelard e i Room Full of
Blues.
Ora avevano il loro show ma non sapevano dove esibirsi. Fu allora che pensarono
di farsi aiutare dal loro amico Howard Shore che li portò al Saturday Night Live,
proponendo loro di suonare 'king bee' vestiti da ape.
Inizialmente furono riluttanti, ma in un secondo tempo accettarono.
Dopo il numero dell'ape, suonato con i musicisti del S.N.L. decisero di
creare un complesso; Tom Malone trombettista del S.N.L. gli disse:"...dovreste prendere
Steve Cropper e Duck Dunn, non avete mai sentito le canzoni prodotte dalla Stax? Quei tipi sono
ancora in giro e suonano ancora...". I due fuoriclasse accettarono e si verificò un evento
musicale fondamentale: i Blues Brothers fusero il Blues elettrico di Chicago e
la musica di Memphis con la sezione fiati e la musica ispirata a OtiS Redding.
Cercavano canzoni che non fossero blues tradizionali, perchè anche se si definivano
gruppo Blues volevano cambiare, volevano il sound di Chicago, di Memphis,
del reggae, del rock'n roll anni '50 tutto fuso insieme, per creare qualcosa di
nuovo. Fu così che nacque nel 1978 il primo disco: Briefcase full of blue's che vendette 3.500.000 copie.
Sull'euforia dell' LP a Hollywood vollero un film le cui sceneggiature furono
scritte da Elwood e Landis, film che sancì definitivamente la popolarità dei
Blues Brothers in tutto il mondo.
Furono registrati ancora due album con la formazione originale: la colonna
sonora del film e "Made in America". Nel 1982 John Belushi morì.
Blues Brothers Band esiste ancora e produce dischi utilizzando Eddie Floyd e Larry Thurston
come cantanti, saltuariamente accompagnati da Elwood e mantenendo il resto del
gruppo pressochè invariato. Nel 1998 si assiste ad un ulteriore ritorno
dei Blues Brothers, grazie al nuovo film: Blues Brothers 2000.
Rufus Thomas
A 84 anni ci ha lasciato Rufus Thomas, una delle eminenze grigie
del soul. Con lui se ne va uno dei pilastri della musica americana,
l'interprete di classici come Walking the Dog e Do The Funky Chicken,
un pioniere del genere al pari di Ray Charles, Otis Redding, Al Green.
L'ultima immagine che ci ha lasciato è un cameo in Mistery Train, il film di Jim
Jarmusch; lo scorso anno era stato pubblicato Best of the Best, una sorta
di epitaffio che mandava a memoria le sue canzoni più riuscite.
Nato a Cayce, in Mississippi, il 26 marzo 1917, Thomas aveva raggiunto la
notorietà solo a 46 anni. Per questo, ironicamente, si era autonominato
"il più vecchio adolescente del mondo". Ma al di là dei giochi di
parole con lui scompare un pezzo di storia del rock'n'roll e del soul, una
fetta della nostra memoria storica.
Dire Rufus Thomas fino a oggi voleva dire parlare della leggendaria Stax e di
Memphis. Non è stato un innovatore (non aveva il genio di Charles o le
intuizioni di Redding) ma ha saputo, alla Zelig, vestire i panni del triste,
del buono, dell'oltraggioso, cucendoli addosso a motivi soul che hanno fatto
ballare migliaia di giovani. Di ogni colore.
La sua carriera professionale ha avuto inizio negli anni Trenta, nell'America ancora
scossa dal crollo di Wall Street e dai prodromi del proibizionismo. In uno
scenario povero e spesso miserabile il giovane Thomas si è improvvisato
cantante, ballerino e anche intrattenitore di uomini e donne che volevano solo
dimenticare la loro condizione. I suoi primi lavori, infatti, sono come attore
con i Rabbit Foot Minstrels, un gruppo di vaudeville che gira per i paesi della
nazione. Negli anni Quaranta l'arrivo alla canzone nei night club di Memphis e,
nel 1941, il primo brano registrato. L'America nera dei ghetti e del
separatismo scopre così B.B. King, Bobby Bland, Ike Turner e Little Junior
Parker, protagonisti di piccoli show nei locali di Beale Street. Quando King
diventa famoso e va via, Thomas prende il suo posto come disc jockey alla
stazione WDIA, dove resterà, comunque, fino al 1974. La WDIA è una delle
emittenti più influenti di musica nera. Thomas continua a crescere
artisticamente, a guardarsi intorno e a imparare.
La grande occasione arriva nel 1953, dopo una serie di anonime
registrazioni per la Star Talent, la Chess Records e la Meteor. La Sun records
gli offre Bear Cat per contrastare Hound Dog di Willie Mae
Thornton. E' il suo primo successo. Giunge fino al numero 3 nella classifica
dei brani rhythm'n'blues. Ma, inspiegabilmente, le porte dello show business
non si spalancano. Thomas registra solo un altro disco per la Sun e altre
sporadiche incisioni nel decennio non mutano il corso delle cose. Il
rock'n'roll e il fenomeno Elvis sono troppo eclatanti per permettere ai
teenager di accorgersi di lui. Thomas resta una celebrità locale fino all'alba
degli anni Sessanta, quando la futura Stax records (allora Satellite) affida a
lui e alla figlia Carla un duetto, Cause I Love You. Il disco resta un
successo regionale, e lancia la carriera di Carla che diventa una stella della
Stax. Ma anche per Rufus arriva il momento magico. Nel 1963 incide Walking
the dog che i Rolling Stones riprenderanno nel loro album d'esordio. Thomas
entra nella Top Five e bissa quel successo con Jump Back e All Night
Worker, molto amate dai gruppi inglesi che lo eleggono a punto di
riferimento. Sophisticated Cissy, Memphis Train, Do The Funky
Chicken, (Do The) Push And Pull, Part 1, The Breakdown e Do
The Funky Penguin lo tengono sulla cresta dell’onda fino all'inizio degli
anni Settanta.
Nel 1975 fallisce la Stax e lui firma per la Avi con cui incide If
There Were No Music e I Ain't Getting Older, I'm Gettin' Better.
Nel 1980 riregistra i suoi classici R&B. Ed è il suo canto del cigno.
Perché il seguito, brani addirittura rap e blues, non è memorabile. Ma ormai è
una icona. Fino alla veneranda età di 80 anni continua a condurre programmi
radiofonici in America e per la Bbc Radio 2. Poi cominciano a sopravvenire
problemi di salute e la lunga, lenta discesa. Precursore del funk, con un
formidabile senso del ritmo, Thomas ha influenzato artisti come Sly and the
Family Stone e lo stesso Prince. E lascia l'America musicale più sola e più
triste, privata di un pezzo della sua epopea.Ciao zio Rufus!